Dal nostro inviato speciale Πλάτων, la cruda descrizione d’un dramma identico da 2.500 anni.

NON E’ “DEGENERATA” LA DEMOCRAZIA MODERNA : i suoi difetti sono congeniti ed identici dai tempi di Platone….

*Quando la città retta a democrazia si ubriaca di libertà confondendola con la licenza, con l’aiuto di cattivi coppieri costretti a comprarsi l’immunità con dosi sempre massicce d’indulgenza verso ogni sorta di illegalità e di soperchieria; quando questa città si copre di fango accettando di farsi serva di uomini di fango per potere continuare a vivere e ad ingrassare nel fango; quando il padre si abbassa al livello del figlio e si mette, bamboleggiando, a copiarlo perché ha paura del figlio; quando il figlio si mette alla pari del padre e, lungi da rispettarlo, impara a disprezzarlo per la sua pavidità; quando il cittadino accetta che, di dovunque venga, chiunque gli capiti in casa, possa acquistarvi gli stessi diritti di chi l’ha costruita e ci è nato; quando i capi tollerano tutto questo per guadagnare voti e consensi in nome di una libertà che divora e corrompe ogni regola ed ordine; c’è da meravigliarsi che l’arbitrio si estenda a tutto e che dappertutto nasca l’anarchia e penetri nelle dimore private e perfino nelle stalle?

 
In un ambiente siffatto, in cui il maestro teme ed adula gli scolari e gli scolari non tengono in alcun conto i maestri; in cui tutto si mescola e si confonde; in cui chi comanda finge, per comandare sempre di più, di mettersi al servizio di chi è comandato e ne lusinga, per sfruttarli, tutti i vizi; in cui i rapporti tra gli uni e gli altri sono regolati soltanto dalle reciproche convenienze nelle reciproche tolleranze; in cui
la demagogia dell’uguaglianza rende impraticabile qualsiasi selezione, ed anzi costringe tutti a misurare il passo delle gambe su chi le ha più corte; in cui l’unico rimedio contro il favoritismo consiste nella molteplicità e moltiplicazione dei favori; in cui tutto è concesso a tutti in modo che tutti ne diventino complici;

in un ambiente siffatto, quando raggiunge il culmine dell’anarchia e nessuno è più sicuro di nulla e nessuno è più padrone di qualcosa perché tutti lo sono, anche del suo letto e della sua madia a parità di diritti con lui e i rifiuti si ammonticchiano per le strade perché nessuno può comandare a nessuno di sgombrarli; in un ambiente siffatto, dico, pensi tu che il cittadino accorrerebbe a difendere la libertà, quella libertà, dal pericolo dell’autoritarismo? 
Ecco, secondo me, come nascono le dittature. Esse hanno due madri. 
Una è l’oligarchia quando degenera, per le sue lotte interne, in satrapia. L’altra è la
democrazia quando, per sete di libertà e per l’inettitudine dei suoi capi, precipita nella corruzione e nella paralisi.  

      
Allora la gente si separa da coloro cui fa la colpa di averla condotta a tale disastro e si prepara a rinnegarla prima coi sarcasmi, poi con la violenza che
della dittatura è pronuba e levatrice.      
Così la democrazia muore: per abuso di se stessa.  
E prima che nel sangue, nel ridicolo
.”

Ancora libelli propagandistici sulle “coperture” fornite al MSI; ma la Storia Vera racconta “altre cose”…

Il neo-fascismo resse perché aveva dei “complici” dentro il nuovo parlamento democratico ? Sciocchezze, ma ogni tanto qualcuno, magari “invitato”, si riprova a mettere in giro certe bufale puramente propagandistiche. L’allusione, chiarissima, è alla Dc, ma la Dc destestava la “concorrenza” del Msi tra i cattolici e gli anticomunisti. Nettissimo per tanti quello sprezzante “voti in frigorifero” biascicato da Andreotti in TV ad Almirante. Ma il Msi, in Parlamento entrò subito, nel 48. E non c’era ancora la Legge Scelba che venne fuori nel 52.

Il Msi, insomma, fu veloce a fare la prima mossa. Tipico della mentalità “militarizzata” di Chi lo fondò.

Ed ai tempi di Tambroni (inizio anni 60) , col Msi ormai stabile sul 5-6%, i soldati della Rsi (soldati veri non marmittoni), presenti ovunque,  avevano ancora sui 35 anni : sciogliere il Msi sarebbe stata una sfida esasperante ed ardua…Una scommessa incerta.       
Perchè gli Americani non risalivano più dalla linea gotica. Non c’erano più….

Il neo-fascismo era una enorme potenzialità di Guerra Civile in una italia molto più che “indebolita”. Ebbero PAURA, questa è la Verità senza fronzoli. Perchè l’Esercito italiano del dopoguerra, Polizia e Carabinieri erano pieni di Fascisti e non si sapeva come avrebbero reagito ad un ordine liberticida.

Perfino Togliatti (dopo aver proprio “trattato” coi fascisti clandestini) firmò un’Amnistia per i “crimini di guerra” dei Fascisti perchè i loro voti “repubblichini” potevano essere determinanti contro la Monarchia al referendum del 2 Giugno ’46. Una bella “lisciata di pelo”.

D’altro canto in Politica non dipende da Te se altri ti pensano in un certo modo..O ti vorrebbero “coinvolgere” in operazioni a tempo.Certo è che nessuno “ti pensa”  SE NON ESISTI PER FATTI TUOI.

Anche Craxi tese la mano al neo-segretario Fini al finire degli anni 80. I monarchici confluirono direttamente nel MSI ed i Liberali di Malagodi ed Altissimo NO….

Ma non si nasce come forza politica in relazione a ciò che gli Altri potranno pensare su te o sui “piani” che faranno su te. Ed in tutto il Sud per essere chiari il Msi si scontrò più con la Dc che non con il Pci che, per un attimo, anzi, col Governo regionale Milazzo (in Sicilia) aprì al Msi pur di escludere la Dc dal Governo. Ed in Sicilia, fin quando ci fu il Msi NESSUNO, A DESTRA EBBE L’IMPRESSIONE di essere GUARDIA BIANCA di chicchessia.

Negli anni 70, invece, il tentativo serissimo di far fuori la Destra con una sentenza, come invocato dalle sinistre, fu fatto da magistrato (vedi) Bianchi D’Espinosa che lavorò a lungo per applicare al Msi la Legge Scelba.Tentativo poi ripreso da Vigna negli anni ’80. Ma la tesi si arenò su due punti : l’impossibilità di dimostrare GIURIDICAMENTE che il Msi volesse riportare al potere una Dittatura con tanto di PNF dietro e l’ardita impresa in Europa di sciogliere un partito presente in Parlamento già dal ’48 ed arrivato a 3 milioni di voti. E con tutto ciò, senza aver mai praticato Terrorismo, il Msi, nel tempo, subì più arresti, divieti, galera , assassinii e persecuzioni assortite delle Brigate Rosse. Parla il numero dei  giovani missini ammazzati dal 46 fino a ieri. No, la Destra italiana NON deve dire”grazie” proprio a Nessuno!

“SUCIDI DA DISPERAZIONE SOCIALE”, “L’UNITA’” MINIMIZZA IGNOBILMENTE.

“TANTI SUICIDI ? MACCHE’, SIAMO SOTTO LA MEDIA” !

° “l’Unità” scrive che non bisogna esagerare col sensazionalismo e che i morti per suicidio, ad oggi, sono ancora “sotto” la media del 2011. Capito ? O SI BATTE IL RECORD oppure NIENTE NOTIZIA ! Per “l’Unità” è tutto “nella “norma”…Mica si può permettere che i Kompagni si pongano dei dubbi sull’appoggio del PD a questo Governo LETALE….Bisogna “rassicurarli” e passar loro una “parola d’ordine” che possano ripetere al bar, in tram, con sufficiente “trasporto”: ma finitela ! E’una “sporca (mi raccomando la parola SPORCA!) speculazione della Destra…”vogliono creare tensione nel paese” (attenzione a “paese” detto minuscolo!),”i suicidi ci sono stati sempre” (omettere che sono triplicati a partire dal 2009)…e poi…”che ne sappiamo del VERO “perchè del” loro suicidio”….
L’INFAMITA’ E LA MALAFEDE TROVANO SEMPRE DEI “RIPETITORI” ARDIMENTOSI,……che muoiano di VERGOGNA e che inizino a prendere, in tram o al bar, qualche pantagruelico SPUTO IN FACCIA..

SI SFARINA IL FRONTE MODERATO. OGGI PIU’ CHE MAI ALL’ITALIA SERVE UNA DESTRA “VERA”

* Il cartone, bagnato affonda,

    il legno buono, no.

Giustamente, saggiamente il popolo del centro-destra ha saltato il giro, si è ritirato dal voto. Ora che la Lega si accascia, si sfascia, il Terzo Polo s’affloscia, il Pdl s’ammoscia, B. cade nel burlesque, Bossi-Fini nel pirlesque, è il momento giusto, tragico e perfetto, per far nascere un’Altra Storia. Per riannodare fili antichi e per ora dispersi. Lo notano tutti ormai che all’Italia serve una bella Destra Autentica, forse addirittura naif, popolare, vigorosa, rumorosa, ardimentosa.

Un movimento rigoroso e forte, duttile ai fianchi ma duro al centro, onesto e animato da passione civile, etica e ideale, un amor patrio di quelli che non odorano di stucco e rimmel, ma vero e severo, che fa tornare il gusto della politica.Stavolta non si lasci il monopolio dell’etica alla retorica faziosa della sinistra, non si lasci l’esclusiva della sobrietà ai tecnici, non si lasci ai giudici stabilire l’onestà,non si lasci la rabbia popolare ai giacobin-grillini. Si faccia sul serio.Come si fa ?  Si chiamano i migliori, si usano i tecnici per raddrizzar la barca ma senza dar loro il comando: devono risponderne, e non alle banche o ai poteri esteri. L’ultima parola alla Politica scelta dal Popolo.

Il primo atto è la selezione, la cerca dei dieci, e dai dieci dei cento e dai cento dei mille, per costituire una nuova élite, con fresche energie, scegliendo il meglio che c’è nel Paese; il minimo indispensabile tra chi c’era prima, gli altri a casa o in fila senza priorità d’imbarco. Occorre all’Italia una Costituente delle Forze Nazionali. Che vale dirlo se non si hanno nomi né voce in capitolo ? è utopia. Sì, avete ragione, ma l’alternativa qual è? Fingere che nulla sia accaduto, assistere inermi alla scomparsa, affondare indecorosamente per non cambiare ispirazione, facce e squadra? C’è un’estate intera , ma, una sola!, per fondare il nuovo o finire nel nulla e bere la feccia d’un altro Governo di sinistra.

-dal N° 8 di “OCCIDENTE” del 26 Maggio 2012-

LA GLOBALIZZAZIONE PASSA ANCHE DAL NICHILISMO: CI DESIDERANO SENZA RADICI E MEMORIE.

La globalizzazione prevede che i detentori del potere economico accrescano le proprie ricchezze in misura proporzionale all’immiserimento di quantità umane sempre più grandi. L’indebolimento progressivo degli Stati-nazione sta omogeneizzando - verso l’infimo – la qualità della vita umana di ogni latitudine. “Nord” e “sud” del mondo (sostituitisi alla postbellica “contrapposizione est-ovest”) tendono a divenire la medesima cosa: la miseria spirituale e materiale, infatti, attanaglia i sobborghi di Nairobi come quelli di Detroit! Ciò accade a causa dell’affermazione di una prassi sfruttatrice tendente a “normalizzare” l’usura e gli stilemi schiavistici dell’industrialismo ottocentesco,incredibilmente nel nome della “Libertà”.-...

Il miraggio della superproduttività, continuamente propagandato in Italia, non potrà non partorire altri “marchionne”, né potrà arrestare la distruzione delle conquiste sociali fasciste sopravvissute a quasi un settantennio di antifascismo liberal-comunista. Managers  spregiudicati e arroganti, sostenuti da servili politicanti preposti all’uopo, dettano ritmi sempre più forsennati sui posti di lavoro, adeguando - per esempio - la vita di un operaio del “Lingotto” ai tempi imposti agli schiavi dell’ipercapitalismo di Hong Kong. In uno scenario siffatto, appare superfluo aggiungere che una sana autarchia nazionale, preceduta dalla dichiarazione di completa insolvenza nei confronti della Grande Usura (cioè: FMI, Banca Mondiale, Banca Centrale Europea, etc…) rappresenterebbe il solo antidoto capace di neutralizzare questo mortale veleno che sta precipitando l’Europa intera verso l’imbarbarimento e l’abbrutimento livellatore.

Perché la Globalizzazione richiede polverizzazione ed omogeneizzazione di culture e coscienze. Per questo si presenta come Nichilismo, come sfiducia sistematica nei Valori comunitari e civici. La Globalizzazione richiede Uomini ridotti all’osso, atomizzati, soli, indifesi.

Cos’è il NICHILISMO? Lo smarrimento del senso, delle finalità della nostra vita. Siamo diventati gli “Akrita Fula” di cui parlava Parmenide 2500 anni fa: cioè delle persone senza cervello,incapaci di assumere posizioni critiche, frutto di attenta e responsabile valutazione; akrita fula che si aggirano per il mondo senza sapere cosa ci stanno a fare e dove vanno, manipolati da esseri sciatti, stupidi e crudeli nella loro nullità assoluta ma dotati di armi pervasivi ed efficaci impastati di tecnologia e orientati alla comunicazione globale.Dei ciechi che prima trasformano le masse in cecità e poi li manovrano a loro piacere utilizzando la tecnologia più sofisticata come arma primaria per condurli nella fossa del loro paradiso dorato fatto di promesse mai realizzate di successo, di sesso e di ricchezze materiali, dopo avere accuratamente distrutto quei valori che per secoli hanno costituito il baluardo protettivo dei popoli, utilizzando a tale scopo un certo tipo, precisissimo e riconoscibilissimo di programmi televisivi trasgressivi denominati ”varietà” e talk-shows, autentici marchingegni per la Demolizione..La religione, la filosofia, l’etica, la morale, l’assiologia, la sociologia… che soggetti noiosi… Vadano alla malora. In cambio inebriamoci di gambe, sesso e culi; delle storie di un Primo Ministro, vissute in diretta e che ne da il più fulgido esempio con minorenni che si trasformano mediaticamente in maggiorenni e in nipoti di statisti; con sottosegretari che vanno in vacanze lussuose offerte da Ditte che asseriscono di “non conoscere”, con faccendieri che offrono il corpo di fanciulle compiacenti al Capo in cambio di favori finanziari ed economici.L’abuso di potere? Il Falso in bilancio? L’evasione fiscale? La Rai lottizzata ?Non facciamo ridere i polli! Siamo nel 2012, nel pieno trionfo del NICHILISMO.

(dal N° 6 di “OCCIDENTE”, Maggio 2012)

Se il popolo greco dicesse ancora di NO……

* Se ritornasse in campo l’eclissata    “SOVRANITA’ NAZIONALE”

La risposta finale della Grecia arriverà con le nuove elezioni. Perché quelle precedenti NON hanno risposto ai criteri  dettati ed attesi “dall’alto”

. La Grecia ha dimostrato che non sempre la gente è addomesticabile con una elezione in cui gli schieramenti più grossi hanno pubblicamente pre-dichiarato di muoversi entro lo stesso alveo. Ed i Greci, molto probabilmente, col nuovo voto , il Giocattolo lo romperanno definitivamente nonostante il terrorismo europeista delle sue ormai ex-classi dirigenti.

Se questo colpo dovesse andare a segno, la linea dura della Merkel potrebbe subire un colpo quasi mortale.

Perché sarebbe tornata in campo l’idea della Sovranità Nazionale ed il principio del diritto dei popoli a quella che, un tempo, si definiva autodeterminazione. Sarebbe tornata in campo la Politica contro il Potere non dichiarato e NON VOTATO da alcuno della Grande Finanza ormai raccordata a livello internazionale. Una “evoluzione” del capitalismo che ha messo in crisi perfino certo neo-capitalismo. Ma un  cambio che ha letteralmente annichilito quei pezzi d’Europa che non erano ancora arrivati al cosiddetto “capitalismo maturo”. Da qui la folle idea di “recintare” l’area del voto possibile, surrogabile addirittura con Commissari “Tecnici” di fatto estranei agli interessi oggettivi ed immediati delle singole Nazioni. Ma già nel XVIII secolo Nicolas de Chamfort ammoniva :Gli economisti sono ottimi anatomisti e pessimi chirurghi: operano a meraviglia sul morto e massacrano il vivo.”. L’Europa non è riducibile alla logica d’una Grande Azienda sul mercato dei titoli. L’Europa è Civiltà della Complessità. L’Europa è mille ed una Storia. E’ Tradizione di popoli e di Stati; è Umanità, è Cultura, non semplici colonnine del Dare e dell’Avere. Ma se la Grecia socialista sbagliava a credere di poter campicchiare tra turismo di massa, un pizzico di passato e tanto pubblico impiego super pagato, è anche vero che Nessuno ha il diritto di chiederle di trasformare il Partenone in un capannone industriale o in una Società Internazionale quotata in borsa. E se per aver esagerato in Grecia, l’eurocrazia arrogante vedrà scappar via il suo primo sasso Nulla toglie che questo Processo inizi a crescere e si concluda con una Frana inarrestabile

 

(dal N° 7 di “OCCIDENTE del 22/5/012)

CREDIBILITA’ DEL REGIME : DI NUOVO VICINI AL LANCIO DI MONETINE

Similitudini enormi tra il 1992 ed il 2012 :
Anche oggi come allora 80 parlamentari inquisiti….
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* Oggi il passaggio dalla seconda alla terza Repubblica arriva con la caduta degli idoli, Umberto Bossi e Silvio Berlusconi, coloro che l’hanno rappresentata in modo quasi esclusivo. Venti anni or sono avvenne la stessa cosa: caddero gli idoli della prima Repubblica, Giulio Andreotti e Bettino Craxi.
Allora , si disse, volgeva alla fine la grande e lunga stagione delle ideologie, oggi , di sicuro, si conclude la stagione del capitalismo d’impresa, surclassato e messo alle corde dalla finanza, che venti anni or sono cominciò la colonizzazione dell’economia, rivoluzionando gli assetti del mondo bancario e dell’industria.
La lotta di classe incentrata sul plusvalore del lavoro oggi fa semplicemente ridere: il capitale investe sul capitale, non sul lavoro. I morti di fame da una parte, gli arricchimenti spropositati e detassati dall’altra. E in mezzo una prateria a disposizione delle teste calde, dell’eversione, del grande intrigo, della destabilizzazione.
L’Italia di oggi, come allora, è infestata dalla corruzione, dalle partite di calcio alla burocrazia, ai rappresentanti delle istituzioni. La Milano da bere è scossa dalle inchieste, come al tempo di Tangentopoli, la Procura meneghina è sommersa di fascicoli (dal San Raffaele al Pirellone, da Penati all’area Falk, e poi Rubygate, Mediaset). La Nazione sprofonda negli scandali per l’uso familiare dei rimborsi elettorali a Roma, Reggio Calabria e Milano.
I protagonisti della nascita della seconda Repubblica, Bossi e i leghisti, Berlusconi ed i suoi, in una sorta di nemesi, escono malamente di scena e ne segnalano la fine poco dignitosa, a coda di topo..
La sfiducia nei partiti che provocò l’indignazione popolare verso i politici ed i gruppi dirigenti è ancora più grave oggi, se appena il quattro per cento degli italiani riesce a sopportarne la presenza. Ottanta i deputati inquisiti a Montecitorio, una cifra pressocchè identica al tempo di Tangentopoli.
Le analogie non sono finite qui: la crisi economica e l’arrivo di tecnici al governo (Ciampi, Amato) caratterizzarono i giorni di Tangentopoli, esattamente come oggi con Mario Monti ed il suo gabinetto di professori. 
Le Camere difendono, come possono, le loro prerogative, ma ogni provvedimento viene ormai visto , quasi sempre “azzeccandoci”,come la difesa di un privilegio. 
La “casta” non è più credibile e non fa niente, o quasi, per guadagnarsi del credito. Il finanziamento dei partiti veniva bocciato da un referendum nel ’93 con una maggioranza bulgara degli italiani alle urne, i rimborsi elettorali che hanno restituito furbescamente le risorse ai partiti, sono divenuti oggi causa principale del loro discredito e del disprezzo che li circonda.
L’Europa, infine: oggi come allora, al centro delle vicende nazionali. Maastricht (la moneta unica), fermata 20 anni fa dalle stragi di mafia, gli attentati baschi in Spagna e gli incidente etnici coi Turchi in Germania ed oggi l’euro, messo in forse dalla crisi greca e dalle rivendicazioni di Specificità Nazionali in un Vecchio Continente sempre più abbordato da nuove ondate di Africani ed Orientali. 
Si sono riproposte tutte le condizioni che condussero alla fine della prima Repubblica. Alcuni partiti hanno annunciato il cambio di nome (Pdl, Udc), altri ammainano bandiera (la Lega Nord), altri ancora,cercano alleanze “mimetiche”.
Ma è chiaro ormai che siamo all’esaurirsi politico-civile di un ciclo. E non è affatto certo che l’Impero dei Finanzieri possa evitare l’onda d’urto popolare che già comincia a produrre Effetti visibili e clamorosi. Ma è evidente che più forte sarà l’accanimento, più feroce e radicale sarà la contromossa dei popoli d’Europa stretti alla gola, ormai, fino a soffocare.